“Se desideri vedere le valli, sali sulla cima della montagna; se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati sopra la nuvola; ma se cerchi di capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa…”
(KAHLIL GIBRAN)
Sono nata e cresciuta al mare e tuttora ci abito… non potrei fare a meno di sentire il rumore dell’acqua che giunge a riva, la sabbia calda sotto i piedi, non potrei, credo, vivere altrove.
Ma anche la montagna è parte di me. Non c’è anno che non sia partita per raggiungere, anche solo per pochi giorni, i luoghi dove la maestosità delle vette toglie il fiato, dove lo splendore del cielo e l’aria piacevolmente fresca ti avvolgono nel silenzio dei loro colori e dei loro profumi.
Venerdì 19 con lo zaino in spalla e tanta voglia di camminare ci siamo recati , insieme ad altre 25 persone, ad esplorare le bellezze del gruppo Ortles-Cevedale nel Parco Naturale dello Stelvio. Da Malga Mare dopo un dislivello di circa 700 m si giunge al rifugio Larcher proseguendo poi verso il Lago delle Marmotte, il lago Nero e il lago Careser. E’ una zona dal punto di vista escursionistico molto interessante e ricca di fora e di fauna .. abbiamo visto le marmotte, i cervi, i camosci. L’indomani ci aspettava il sentiero delle cascate di Val di Saènt del torrente Rabbies nel versante trentino. La neve dell’inverno appena trascorso è stata denominata “la grande neve”… metri e metri di coltre bianca ha rivestito monti e valli e case e ancora se ne vedono i segni… alberi distrutti e trascinati via come stuzzicadenti. La potenza dell’acqua esplodeva dalla cascata.. persino la nostra guida non l’aveva mai vista con così tanta acqua.
Il percorso ci ha portato alla scoperta del progetto chiamato “La Scalinata dei Larici Monumentali” stupefacenti larici secolari dalle dimensioni inimmaginabili e dalle forme insolite.
Chiudo gli occhi e mi soffermo, in silenzio, qualche attimo, sotto le loro chiome … il vento le attraversa… le fa ondeggiare e la fantasia mi permette di viaggiare nel tempo…. sono custodi di segreti e di identità nascoste, di passaggi, di nascite e di cambiamenti. Loro sono ancora lì a testimoniare tutto questo e noi fortunati ad averne assaggiato l’essenza.
Bellissima esperienza condivisa con chi ama camminare e stare insieme. Nonostante i piedi dolenti e l’acido lattico di cui sono tuttora “preda” è stata un’esperienza indimenticabile.










