Archive for giugno, 2009

Appunti di viaggio: Parco Nazionale dello Stelvio


2009
06.24

“Se desideri vedere le valli, sali sulla cima della montagna; se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati sopra la nuvola; ma se cerchi di capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa…”
(KAHLIL GIBRAN)

Sono nata e cresciuta al mare e tuttora ci abito… non potrei fare a meno di sentire il rumore dell’acqua che giunge a riva, la sabbia calda sotto i piedi, non potrei, credo, vivere altrove.
Ma anche la montagna è parte di me. Non c’è anno che non sia partita per raggiungere, anche solo per pochi giorni, i luoghi dove la maestosità delle vette toglie il fiato, dove lo splendore  del cielo e l’aria piacevolmente fresca ti avvolgono nel silenzio dei loro colori e dei loro profumi.
Venerdì 19 con lo zaino in spalla e tanta voglia di camminare ci siamo recati , insieme ad altre 25 persone, ad esplorare le bellezze del gruppo Ortles-Cevedale nel Parco Naturale dello Stelvio. Da Malga Mare dopo un dislivello di circa 700 m si giunge al rifugio Larcher proseguendo poi verso il Lago delle Marmotte, il lago Nero e il lago Careser. E’ una zona dal punto di vista escursionistico molto interessante e ricca di fora e di fauna  .. abbiamo visto le marmotte, i cervi, i camosci.  L’indomani ci aspettava il sentiero delle cascate di Val di Saènt del torrente Rabbies nel versante trentino. La neve dell’inverno appena trascorso è stata denominata “la grande neve”… metri e metri di coltre bianca ha rivestito monti e valli e case e  ancora se ne vedono i segni… alberi distrutti e trascinati via come stuzzicadenti. La potenza dell’acqua  esplodeva dalla cascata.. persino la nostra guida non l’aveva mai vista con così tanta acqua.

Il percorso ci ha portato alla scoperta del progetto chiamato “La Scalinata dei Larici Monumentali” stupefacenti larici secolari dalle dimensioni inimmaginabili e dalle forme insolite.
Chiudo gli occhi e mi soffermo, in silenzio, qualche attimo, sotto le loro chiome … il vento le attraversa… le fa ondeggiare e la fantasia mi permette di viaggiare nel tempo…. sono custodi di segreti e di identità nascoste, di passaggi, di nascite e di cambiamenti. Loro sono ancora lì a testimoniare tutto questo e noi fortunati ad averne assaggiato l’essenza.

Bellissima esperienza condivisa con chi ama camminare e stare insieme. Nonostante i piedi dolenti e l’acido lattico di cui sono tuttora “preda” è stata un’esperienza indimenticabile.

La botte napoleonica


2009
06.16

Che significato ha il tempo? Cosa ci rivela? C’è un libro che mi ha colpito per i luoghi suggestivi dove le riflessioni sul significato del tempo ricorrono frequentemente…dove ogni pagina ti avvolge e ti accompagna nella placida pianura emiliana fra le memorie del passato e situazioni nostalgiche. I personaggi poi descritti in maniera autentica e genuina.
Vite intrecciate unite in una memoria comune e sconosciuta.
La botte napoleonica in realtà è una grandiosa opera idraulica progettata in pieno periodo napoleonico e inaugurata solo anni più tardi. Essa consente al canale di Burana, nel comune di Bondeno, di defluire sotto il Panaro attraverso due tunnel che portano direttamente al mare le acque del canale senza ostacolare il corso del fiume…un fiume sotto un altro fiume.
L’autore, che ho conosciuto personalmente negli anni in cui ho lavorato a Modena, mi ha piacevolmente sorpresa per la capacità di calarsi nella fantasia pur mantenendo un legame costante con il presente e con il passato …
Ritenevo, erroneamente, che intraprendere una carriera dove la funzione principale è quella di assolvere i compiti istituzionali, non si conciliasse con la capacità artistica ….
Fra le pagine del romanzo non manca un segreto… un mistero, un tesoro evanescente…

Curioso.. ho ritrovato nella lettura l’autobus delle 5.40… io salivo sul treno per Modena… alle 5.40…

Per chi fosse interessato, la casa editrice che distribuisce è indicata qui sotto

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EDIZIONI ARTESTAMPA

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41100 Modena – Italy
Tel. + 39 059 243449

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Il codirosso spazzacamino e la sua covata


2009
06.01

Dopo aver dedicato tutti i nostri sguardi alla cinciallegra che entrava ed usciva dalla sua casetta per nutrire i suoi piccoli, abbiamo scovato un altro piccolo nido sopra il contatore della luce.  Si tratta del codirosso spazzacamino un piccolo uccellino grigio scuro con la codina arancio. Anche lui nidifica in cavità o in luoghi riparati e le sue uova sono di un bel bianco. Ecco la mamma…

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